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La Bellezza all'Olio d'Oliva

bellezza_olio_01Un'antica intuizione: la bellezza all'olio d'oliva

Quattro strigili, una ampolla per l'olio e una patera (disegno di accessori per bagno trovati a Pompei).

Fin dall'antichità l'uso dell'olio non fu circoscritto all'alimentazione, ma fu utilizzato come medicamento, ad esempio per lenire le piaghe o per disinfettare, e ancor di più come cosmetico: per creare profumi, creme, unguenti, balsami, per ammorbidire la pelle, per massaggiare, rinfrescare e frizionare il corpo.

Per quanto riguarda questo specifico ambito il suo uso risale a millenni fa: gli Egiziani, che lo ritenevano un dono degli dei, se ne servivano come antirughe incorporandolo a latte, bacche di cipresso, cera e grani d'incenso e lo mettevano sui capelli per renderli più belli, morbidi e lucenti.

In Grecia era utilizzato per la pulizia, l'igiene e i massaggi. Omero nell'Iliade e nell'Odissea oltre a fare riferimenti alla coltivazione degli olivi e ai suoi frutti, descrive infatti queste altre importanti funzioni; ad esempio nel momento i cui Elena racconta del lavaggio e dell'unzione di Odisseo o quando questi narra ai Feaci come Circe lo lavò e lo unse copiosamente per togliergli la fatica di dosso. Gli atleti se ne cospargevano il corpo per riscaldare i muscoli o evitare la presa degli avversari durante una lotta: basti ricordare l'Apoxyomenos -l'uomo che si deterge- la celebre statua di Lisippo rappresentante l'atleta che elimina il sudore dopo aver gareggiato.

Anche a Roma l'olio d'oliva fu un prodotto fondamentale in campo alimentare e cosmetico. I Romani costrinsero le popolazioni assoggettate a pagare tributi annuali sottoforma di olio, perfezionarono le sue tecniche di conservazione e costruirono nuovi strumenti per la spremitura, come quello che permetteva di non rompere i noccioli delle olive. Virgilio nelle Georgiche scrive delle varie tipologie di olive: '...orchades et radii et amara pausia baca' ('...le ovali, le lunghe, la pausia dalla bacca amarognola' ), Orazio in una satira elogia l'ottimo olio d'oliva di Venafrum e Catone, Columella e Gaio Plinio Secondo ci danno testimonianza delle diverse qualità della pianta. In epoca imperiale altamente elogiato è l'olio umbro inviato a Roma dal cosiddetto "porto dell'olio" quello della città di Otricoli, nell'Umbria meridionale.

L'olio è presente nell'alimentazione romana come condimento di diverse pietanze, come ingrediente di prelibate ricette e anche per conservare le olive che venivano solitamente degustate all'inizio dei pasti. Esso veniva utilizzato anche per l'illuminazione domestica, infatti i romani ancor più che fiaccole o candele utilizzavano le lampade a olio, le cosiddette lucernae rinvenute in diversi scavi archeologici: recipienti oblunghi terminanti da una parte con uno o più beccucci e dall'altra con un manico; esse potevano essere a mano o pensili e venivano utilizzate nelle varie stanze della casa romana.

Un posto di primo ordine l'olio lo occupa pure in ambito cosmetico: è la base di profumi, unguenti e, come scrive Ovidio, delle creme depilatorie femminili.

Nella Naturalis Historia Plinio il Vecchio per più di una volta, insiste sulle proprietà dell'olio d'oliva per la cura del corpo: mescolato in abbondanza con l'adianto e il seme di apio, serve ad avere una chioma ondulata e folta e ad evitare la caduta dei capelli.

E' insostituibile con profumazioni alla rosa, al nardo o al gelsomino per i massaggi, per conservare i denti bianchi e per la pulizia del corpo: nelle lunghe sedute alle terme la pelle veniva cosparsa di olio e sabbia e poi detersa con uno strumento chiamato strigile.

Da quanto ci racconta Seneca gli antichi Romani si lavavano quotidianamente braccia e gambe, ma solo ogni nove giorni facevano un bagno completo. Gli edifici termali erano costituiti da diverse stanze, in tutti c'era necessariamente uno spogliatoio, una stanza per il bagno freddo, una per il bagno caldo e una di passaggio tra le due. Oltre a queste si poteva trovare un locale per la ginnastica, uno per pulirsi la polvere dopo gli esercizi ginnici e uno riservato all'unzione del corpo: l'unctorium. Il necessaire che solitamente i Romani portavano per fare il bagno alle terme era composto, oltre che dai panni usati per asciugarsi, da uno o più strigili, dalla soda, e da ampolle d'olio. Ne ho trovato un prototipo in un grazioso disegno che riporto qui di seguito. Il sapone infatti ancora non si conosceva e si racconta che fu importato a Roma da Giulio Cesare dopo che ebbe conquistato la Gallia; la sua formula iniziale a base di sego e ceneri venne successivamente sostituita da quella con l'olio d'oliva, senz'altro favorita dalla presenza della pianta e della soda naturale in tutta l' area mediterranea. Nelle Metamorfosi di Apuleio però la detersione avviene ancora con acqua e olio: '...vapore recreati calidaque perfusi et oleo peruncti'.

Detto questo basterebbe il "consiglio degli antichi" per convincerci ad usare l'olio d'oliva in ambito non solo alimentare, ma anche cosmetico; se non bastasse però, il discorso ai nostri giorni è stato ulteriormente approfondito sulla scia degli insegnamenti del passato. E' ormai conosciuta l'importanza che nella cosmesi è stata data ai prodotti naturali, sui quali noti centri di bellezza hanno basato in maniera sempre più consistente i loro programmi: massaggi e interi trattamenti per il corpo, per i capelli e per le unghie, sono stati realizzati all'olio d'oliva.

L'acidità dell'olio è compatibile con quella della pelle, di conseguenza questo antico prodotto è perfetto per renderla morbida e vellutata, le sue capacità emollienti e protettive lo rendono inoltre un buon alleato dell'epidermide contro i radicali liberi che causano l'invecchiamento della pelle.

Dopo il bagno è un ottimo tonificante e rivitalizza la cute resa secca dall'acqua calcarea rendendola levigata e luminosa. Non dovrebbe mai mancare nemmeno nelle lunghe esposizioni solari estive, è infatti ideale per un'abbronzatura impeccabile, ottimo come doposole; recenti studi hanno per di più dimostrato che fa penetrare i raggi ultravioletti, ma grazie alle sue proprietà antiossidanti riesce a proteggere dai loro danni.

I prodotti Olivella, ottenuti al cento per cento dall'olio d'oliva, condensano tutte le proprietà dell'olio, ma in una forma semplicemente molto più pratica e maneggevole: così come lo storico condimento è parte integrante della ormai ben conosciuta dieta mediterranea, saponi e creme realmente all'olio d'oliva lo dovrebbero essere per una dieta mediterranea della nostra pelle. L'antica intuizione di una bellezza all'olio d'oliva per il nostro viso e per il nostro corpo può dunque oggi essere adottata in una forma più facile e sicuramente più comoda, rispetto all'ampolla che l'uomo Romano portava con sì alle terme per le cure del proprio corpo.

12. Odissea, IV, 252; X, 363-364.
13. Publio Virgilio Marone, Georgiche, II, v. 86.
14. Quinto Orazio Flacco, Satire, II, 4.
15. Cfr. Ugo Enrico Paoli, Vita romana. Usi, costumi, istituzioni, tradizioni, Cles (TN), Mondadori, 1990, pp. 74-75.
16. Gaio Plinio Secondo, Naturalis Historia, XXII, 62.
17. Lucio Anneo Seneca, Epistulae morales ad Lucilium, 86, 12.
18. Cfr. Ugo Enrico Paoli, op. cit., p. 194.
19. Ibid., pp.196-197.
20. Apuleio di Madaura, Metamorfosi, IV, 7.